RizHoma / exhibitions

 

 

 

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Civitas Interdictio

 

dal  25_11_11  al  07_12_11

 

a cura di Martina Colajanni

 

Con Civitas Interdictio si puntualizza la privazione o, per meglio dire,l’intervento dell’Uomo su ciò che di più caro possiede: il senso di appartenenza.

Il profondo legame intrecciato con la sua Terra d’origine lo ha indotto a credere che l’assenza di un’identità comunitaria coincidesse necessariamente con un totale stato di disorientamento.

E’ solo da un’attenta riflessione attorno al concetto di “privazione della cittadinanza” che l’opera di Loredana Grasso assume molteplici forme e dai risvolti illuminanti. Gli stessi si esplicano tramite gli elementi scelti dall’artista per indagare sul vero senso di Apolidia.

Animali dalle fattezze agghiaccianti e dallo sguardo ipnotico, scenari tra l’onirico e il paradossale rendono l’opera di Loredana Grasso capace di confrontarsi con la caducità delle nostre certezze, rese tali proprio perché calate in una realtà priva di punti fermi o di “zone franche”.

Ad influenzare la poetica dell’artista vi è proprio l’indefinitezza a questo punto necessario valore verso cui andare per scoprire Mondi nuovi.

Oltre lo Spazio, oltre il Tempo come a dimostrazione che l’identificarsi entro certi limiti urbani non può sopperire la voglia dell’Essere umano di non appartenere a nessun luogo prestabilito.

 

 

Foto dell’inaugurazione

 

 

 

 

Libira Arreri

 

dal  15_12_11  al  09_01_12

 

a cura di Martina Colajanni

 

Libira Arreri è il primo approccio che Micheal Rotondi ha con la Sicilia. Uno tra i più animosi versi di un antico Inno Risorgimentale si trova a raccontare al meglio i sentimenti del popolo siciliano, gli stessi che Rotondi ha deciso di immortalare e porre come punto di partenza

nell’ambito della sua attuale residenza presso la RizHoma.housegallery.

L’elemento, e l’importanza, della coscienza storica ben si sposa con l’influenza che la poetica della memoria e del ricordo esercitano sul lavoro di Michael. Altro non è in lui che una forte tendenza a descrivere brevi frame di un’ infanzia trascorsa, o ciò che rimane della stessa, nei

luoghi più nascosti della memoria. E’ solo in questo senso che l’opera di Rotondi assume tutti i crismi di una vera e propria indagine sul passato e della sua lucida presenza nel presente. Verrebbe spontaneo, allora, chiedersi come un canto popolare siciliano possa interagire con la poetica dell’artista. A favorire ogni chiarimento vi è l’importanza che il lavoro di Michael Rotondi assume quando incontra la Musica. Infatti, dalle più remote melodie a quelle contemporanee, il passaggio concettuale sembrerebbe distante ma nulla di più sbagliato può venire alla mente. Il mescolarsi di Arte e Musica Contemporanea diviene utile strumento volto a favorire un certo grado di familiarità tra l’artista, la cultura siciliana e i principi di RizHoma. Questi ultimi, difatti, intendono rimarcare il valore di concetti come quelli di Territorio e Cultura,  giudicati ora necessari per l’indagine curatoriale portata avanti dalla

stessa housegallery. Indirizzato, pertanto, verso una maggiore consapevolezza, l’artista sarà portato a tracciare una personalissima visione circa la cultura del luogo con cui si è rapportato giornalmente.

Non mera testimonianza di un vissuto ma tentativo di cogliere umori, sentimenti e influenze che tale realtà sociale è stata in grado di sprigionare. Conscia del suo valore intrinseco, vibra solo quando entra in contatto con chi è intenzionato a scorgerne la bellezza. E ad essere interessato è proprio la figura dell’Uomo vagabondo il quale, trovandosi in territori sconosciuti, decide ugualmente di osservarli per comprenderli, di viverli per tornare a percorrerli. RizHoma è fiera di annunciare l’inizio di una ricerca nata dalla necessità di interpretare sintomi e inclinazioni di un’identità culturale in rapporto con altre.

 

 

 

 

 

 

 

Libira Arreri is the first approach that has Michael Rotondi with Sicily. One of the most spirited verses of an old hymn Risorgimento is to tell the best feelings of the Sicilian people, the same as Round decided to capture and put in as the starting point of his current residence at RizHoma.housegallery. The element, and the importance of historical consciousness goes well with the influence of the poetics of memory and remembrance carry on the work of Michael. More is not in him a strong tendency to describe a short frame 'childhood spent or what remains the same in the most remote memory. And 'only in this sense that the Rotondi’s work assumes all the trappings of a real investigation of the past and its presence in this gloss. Would be spontaneous, then, to ask how a Sicilian folk song can interact with the artist's poetry. To facilitate any clarification is the importance of the work of Michael Rotondi takes when it encounters the music. In fact, from the most remote to the contemporary tunes, the conceptual shift away but nothing seems further from the truth may come to mind. The mix of contemporary art and music becomes a useful tool to facilitate some degree of familiarità between the artist, the Sicilian culture and principles of RizHoma. The latter, in fact, intend to emphasize the value of concepts such as Land and Culture, judged now necessary for the investigation carried out by the same curatorial housegallery. Addressed, therefore, to a greater awareness, the artist will be led to draw a personal vision about the culture of the place where it was compared on a daily basis. Not mere testimony of a life but an attempt to capture moods, feelings and influences that social reality has been able to unleash. Well aware of its intrinsic value, will vibrate only when in contact with those who are willing to see the beauty. And to be concerned is the very figure of the wanderer who, finding themselves in unfamiliar territory, also decided to observe them to understand them, live them to return to cover them. RizHoma is proud to announce the beginning of a search from the need to interpret symptoms and inclinations of a cultural identity in relationship with others.

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The ebb tide

 

dal  12_01_12  al  26_01_12

 

a cura di Martina Colajanni

 

In Inghilterra, nel sud del Galles, si trova la riva Usk dove una piccola comunità di pescatori vive. Il fiume, le modeste barche messe a nuovo da tempi più o meno recenti ed interni di abitazioni semplici ed essenziali ci parlano, in modo accorto e silenzioso, di quei luoghi e della loro gente.

Il fascino di una semplice storia, il suo modo di interagire con noi e la sua più intima volontà di comunicarci gli umori di cui si tinge. Anche una coppia di sposi, ad esempio, può divenire punto di partenza come tanti purchè ci dica qualcosa di sé.

Pietro Motisi avanza nella sua ricerca nel tentativo di essere meno descrittivo possibile, donandosi attentamente a piccoli frammenti di realtà incontrati lungo il suo viaggio. Gli stessi che si ritrovano nella serie The Ebb Tide e che puntualizzano la presenza fisica dell’artista nei luoghi di cui si rende testimone.

Non spettatore passivo, quindi, ma interlocutore partecipe di accadimenti o di imprevisti, quasi a voler delineare un carattere da studioso calato in un preciso luogo di indagine.

Ponendolo alla stessa stregua, l’artista diviene quindi un investigatore insaziabile di esperienze e di certezze, non assolute, ma circoscritte ad un territorio. Le forti relazioni, instaurate da Pietro Motisi con la gente del luogo, stabiliscono innanzitutto l’importanza del contatto umano tanto più modo per comprendere il proprio interlocutore. Quest’ultimo, oramai soggetto principale, acquista un tale rilievo tanto da divenire preziosa fonte da cui attingere maggiori informazioni.

The Ebb Tide non è solo il suo significato letterale ma anche ciò che di più profondo si vuole intendere. Il fluire di Esistenze, di Vite, di racconti senza tempo e provenienti da luoghi poco riconoscibili o dichiarati. I colori, le ambientazioni, la fisiogniomica completano l’elenco degli strumenti essenziali per avanzare nella comprensione dell’opera di Pietro Motisi, verso la quale lo stesso ci rende agevolati spettatori.

Dai suoi scatti improvvisati, e da quelli maggiormente ragionati, viene declinata ogni responsabilità alla sensibilità del momento.

Non è dato sapere nome e cognome dei personaggi proprio perché la ricerca dell’artista non è documentaristica ma si amplifica sfiorando il metaforico e il poetico. A tratti concettuale, lascia sempre una soglia di libertà nell’interpretazione, la quale può rivestirsi di molteplici significati quanti sono gli individui che si apprestano a scorgerla. Il nostro sentire e il sentire degli altri generano insieme un’empatia collettiva e una presenza costante nel presente. Di questa alchimia si nutre l’opera di Pietro Motisi.

 

Foto dell’inaugurazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In England, in the south Wales, there is the river Usk where the shore is a small fishing community lives. The river, the small boats put forward by more or less recent times and simple interior of homes and speak to us essential, so shrewd and quiet of those places and their people.

The charm of a simple story, his way of interacting with us and his most intimate desire to communicate the mood of which is dyed. Even a married couple, for example, can become a point of departure as long as so many tell us something about themselves.

Pietro Motisi advances in his research in an attempt to be less descriptive as possible, giving himself carefully into small fragments of reality encountered along his journey. The same people who find themselves in the series The Ebb Tide and point out that the physical presence in the places where the artist becomes a witness. Not a passive spectator, therefore, but a participant in party or unexpected events, as if to draw a character from a scholar immersed in a precise place of investigation.

Placing it in the same way, the artist becomes so insatiable an investigator experience and certainty, not absolute, but limited to a territory. The strong relationships, introduced by Pietro Motisi with the locals, first establish the importance of human contact so much more to understand your partner. The latter, now the main subject, acquires such importance so as to become a valuable source from which to draw more information.

The Ebb Tide is not only its literal meaning, but also what is meant deeper. The flow of existence, of the Lives, timeless tales from places that are not recognized or reported. Colors and settings complete the list of the essential tools to advance the understanding of the work of Pietro Motisi , to which the same concessional makes us spectators.

From his impromptu shots, and those more reasoned, is declined any liability to the sensitivity of the moment. It is not known name of the characters because the artist's research is not documentary, but is amplified by touching the metaphorical and poetic. Sometimes conceptual, always leaves a level of freedom in the interpretation, which can put on many meanings as there are individuals who are going to see them.

Our feeling and the feeling of empathy with others generate collective and a constant presence in the present. Of this chemistry is the work of Peter Motisi feeds.

 

 

 

 

#2 Michael Rotondi______________________________________________________________

#1 Loredana Grasso________________________________________________________________________

#3 Pietro Motisi_____________________________________________________________________

 

 

 

 

 

 

With Civitas interdict it points out the deprivation or, rather, on what the intervention of Man has the most expensive: the sense of belonging.

The deep connection with her braided homeland led him to believe that the lack of community identity necessarily coincide with a state of total disorientation.

And 'only by a careful reflection on the concept of "deprivation of citizenship" that the work of Loredana Grasso takes many forms and enlightening aspects. The same are conducted by elements chosen by the artist to investigate the true meaning of Statelessness.

Features animals from terrifying and hypnotic gaze, scenes between dream and make the work of the paradoxical Loredana Grasso able to deal with

the transience of our certainties, because it made them fell into a reality without fixed points or "zones free ".

To influence the artist's poetry is precisely the indefiniteness at this point to the value needed to go to discover new worlds.

Beyond space, beyond time as demonstrating that the identified within certain city limits can not meet the desire of the human being does not belong to any predefined location.

 

 

 

 

 

 

 

Persona

 

dal 03_02_12 al 20_02_12

 

a cura di Martina Colajanni

 

 

Persona è un’entità, uno spirito vagante che non lascia intravedere chiarezza sulle proprie origini e su chi, realmente, rappresenti. Non vuole tanto meno avere un’unica identità, anzi , preferisce rimanere ignota per alcuni e indefinita per altri. Le notizie in merito lasciano largo spazio alla molteplicità interpretativa, ad un difficile reperimento di notizie o delucidazioni certe. La presenza di numerose visioni definisce la sua più intima natura, inattaccabile e solitaria, complessa e sfaccettata. Lungi dal voler essere facilmente comprensibile è singolare nel suo genere a celata quando serve. 

Persona è un uomo. Le sue reliquie e le poche testimonianze video che Tedesco ci fornisce rappresentano solo un punto di partenza. Blondi,invece, è la sua guida. Collocato in un’altra dimensione è Alter-Ego, cane lupo e dimostrazione di qualcosa di occulto e misterioso. Ponte con l’aldilà non è più rappresentativo ma simbolico come, d’altronde, è l’intera produzione dell’artista. Semplici constatazioni formali serbano invece le più complesse conclusioni rendendo il lavoro di Marcello Tedesco un continuo districarsi tra significato e significante. Dai molteplici intenti, il suo lavoro si pone al di sopra di qualsiasi concezione formale o imborghesita dell’Arte e della Religione. Ancor prima dell’aspetto, l’Idea ambigua di Persona lascia confusi e scombussolati. Paradossalmente, la sua forza risiede in ciò che può incutere il sol pensare alla sua effettiva identità e al dubbio circa la stessa. Realmente esistita, non ci è dato saperlo, ma continuamente in balia di un insano rapporto tra Presenza/Non Presenza, Materialità/Immaterialità. Marcello Tedesco propone Persona come seguito di un ampio progetto, nato ormai da qualche anno, e finalizzato a porsi ogni volta come punto di incontro per diverse tematiche. Questa volta Misticismo, Morte ed Esoterismo sembrano motivare la ri-nascita di Persona. Tale ricerca artistica incontra quella di RizHoma rendendo necessario un dialogo con un Territorio circoscritto: quello siciliano. Proprio questa Cultura può aiutare Persona a chiarire il suo ruolo di “tramite” con il mondo dei Morti, fornendogli nuovi e stimolanti visioni sulla Vita ultraterrena e sul rapporto tra Religiosità e credenze popolari.

Il Culto e la passione esercitata nei riguardi dei defunti, nella concezione isolana, ha assunto sin da tempi più remoti diverse accezioni. Così facendo la perdita di persone care, e la loro assidua invocazione, permetterebbe speranza o gratitudine e non tristezza o malinconia.

 

 

 

 

 

Foto dell’inaugurazione

 

 

#4 Marcello Tedesco__________________________________________________________

 

 

 

 

 

 

Persona is an entity, a wandering spirit that allows us to glimpse clarity about their origins and who, really represents. He does not want to have a single identity nor, indeed, prefer to remain unknown for some other, undefined. News on leave plenty of space to the multiplicity of interpretation, a difficult finding certain information or explanations. The presence of numerous visions defines his most intimate nature, unassailable and lonely, complex and multifaceted. Far from wanting to be easily understandable is unique in its kind to concealed when needed. Persona is a man. His relics and a few video testimonials represent only Tedesco gives us a starting point. Blondi, however, is his guide. Placed in another dimension and alter-ego, wolf and dog demonstration of something hidden and mysterious. Bridge to the afterlife is no longer representative, but symbolic as, indeed, the whole oeuvre. Simple observations rather retain formal conclusions, making the most complex work of Marcello Tedesco extricate a continuous between meaning and significance. From the several intentions, his work is at the top of any formal conception or gentrified Art and Religion. Even before the appearance, the ambiguous idea of people left confused and discombobulated. Ironically, its strength lies in what can only inspire the thinking of his real identity and doubt about the same. Really existed, we can not know, but always at the mercy of an unhealthy relationship between the Presence / no presence, Tangible / Intangible. Marcello Tedesco offers Person as a result of a large project, created some years now, and intended to ask each time as a meeting point for different themes. This time, Mysticism, New Age and Death seem to justify the re-birth of Persona.

This search meets the art of making RizHoma need a dialogue with a limited area: the Sicilian. It is this culture can help people to clarify its role as a "through" with the world of the Dead, by providing new and exciting visions about life after death and the relationship between religiosity and popular beliefs. Worship and passion exercised in respect of the dead, the island concept, has taken since time immemorial different meanings. This causes the loss of loved ones, and their assiduous prayer, gratitude and hope, or would not sadness or melancholy.

 

Foto della performance

 

Video della performance

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nostos

 

dal  02_03_12  al  25_03_12

 

a cura di Martina Colajanni

 

 

“...di molti popoli vide le città e conobbe le menti, molte angustie soffrì nel suo cuore sul mare, per guadagnare la vita a se stesso e il ritorno ai compagni.”

Odissea (vv.1-5)

Tornare per ritrovare la pace e andare nella ricerca della stessa, così ogni viaggio inizia o finisce.
Risoluti ci si appresta a considerarlo come ottimo tramite per realizzare ambizioni più o meno impegnative ma senza le quali non avrebbe senso vivere. Non è detto che ogni inizio abbia una fine, ovvero, nulla vieta all’Uomo di far ritorno nella propria terra d’origine anzi, spesso, sembra quasi essere la prassi.
La serie Tema del Ritorno di Luigi Massari segna l’epocale tendenza a valutare le Origini come elemento viscerale, determinante per ogni Uomo e volto a chiarire l’idea del Nostos, fondamentale nella letteratura greca  per ridefinire il concetto di Ritorno.
Allo stesso modo, l’elemento naturale acquista un significato che non lascia dubbi divenendo in pittura simbolo di attaccamento e legame con la propria Terra. E’ frequente, quindi, incontrare nel lavoro di Massari alberi, ramificazioni rigurgitate da uomini, donne o animali. L’esternazione di cui ci rende partecipi non è altro che la tendenza collettiva ad esternare uno slancio vitale verso noi stessi e le nostre origini.
I riferimenti tematici alla concezione mitologica che Omero fa del Viaggio e del Ritorno sono ampiamente citati dall’artista e trovano altresì un solido appiglio. È d’obbligo allora paragonare il Viaggio dell’Uomo con quello fatto da Ulisse, o del figlio Telemaco, tentando di tracciare similitudini ed analogie. Entrambi alla ricerca di qualcosa, mossi dalla voglia di avventurarsi nonostante avversità e fallimenti ed, infine, di ritorno verso la propria patria. L’”Eroe versatile” di cui parla Omero,ha dalla sua parte l’ammirazione di molti per la passione e la sofferenza rintracciata nell’affrontare il Mondo.
Il percorso di Luigi Massari sfiora adesso Palermo e la sua gente, la stessa che ha vissuto viaggiando, soffrendo per la lontananza e tornando per rivivere nuove Vite.
A loro modo, gli “Eroi” messi in risalto dall’artista nasceranno e troveranno dimora nell’Isola per poi lasciarla alla volta di altri territori e ogni volta sarà diverso. Luigi Massari crea dei Miti contemporanei che hanno in comune con quelli antichi intenti e necessità, indole e carattere. Alla stessa maniera si inoltrano e tendono verso l’ignoto, patiscono e bramano il ritorno.

 

 

 

 

“...di molti popoli vide le città e conobbe le menti, molte angustie soffrì nel suo cuore sul mare, per guadagnare la vita a se stesso e il ritorno ai compagni.”

 

Odissea (vv.1-5)

 

 

Tornare per ritrovare la pace e andare nella ricerca della stessa, così ogni viaggio inizia o finisce.

Risoluti ci si appresta a considerarlo come ottimo tramite per realizzare ambizioni più o meno impegnative ma senza le quali non avrebbe senso vivere. Non è detto che ogni inizio abbia una fine, ovvero, nulla vieta all’Uomo di far ritorno nella propria terra d’origine anzi, spesso, sembra quasi essere la prassi.

La serie Tema del Ritorno di Luigi Massari segna l’epocale tendenza a valutare le Origini come elemento viscerale, determinante per ogni Uomo e volto a chiarire l’idea del Nostos, fondamentale nella letteratura greca per ridefinire il concetto di Ritorno.

Allo stesso modo, l’elemento naturale acquista un significato che non lascia dubbi divenendo in pittura simbolo di attaccamento e legame con la propria Terra. E’ frequente, quindi, incontrare nel lavoro di Massari alberi, ramificazioni rigurgitate da uomini, donne o animali. L’esternazione di cui ci rende partecipi non è altro che la tendenza collettiva ad esternare uno slancio vitale verso noi stessi e le nostre origini.

I riferimenti tematici alla concezione mitologica che Omero fa del Viaggio e del Ritorno sono ampiamente citati dall’artista e trovano altresì un solido appiglio. È d’obbligo allora paragonare il Viaggio dell’Uomo con quello fatto da Ulisse, o del figlio Telemaco, tentando di tracciare similitudini ed analogie. Entrambi alla ricerca di qualcosa, mossi dalla voglia di avventurarsi nonostante avversità e fallimenti ed, infine, di ritorno verso la propria patria. L’”Eroe versatile” di cui parla Omero, ha dalla sua parte l’ammirazione di molti per la passione e la sofferenza rintracciata nell’affrontare il Mondo.

Il percorso di Luigi Massari sfiora adesso Palermo e la sua gente, la stessa che ha vissuto viaggiando, soffrendo per la lontananza e tornando per rivivere nuove Vite.

A loro modo, gli “Eroi” messi in risalto dall’artista nasceranno e troveranno dimora nell’Isola per poi lasciarla alla volta di altri territori e ogni volta sarà diverso. Luigi Massari crea dei Miti contemporanei che hanno in comune con quelli antichi intenti e necessità, indole e carattere. Alla stessa maniera si inoltrano e tendono verso l’ignoto, patiscono e bramano il ritorno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    

“...di molti popoli vide le città e conobbe le menti, molte angustie soffrì nel suo cuore sul mare, per guadagnare la vita a se stesso e il ritorno ai compagni.”

Odissea (vv.1-5)

Return to find peace and go in search of the same, so every journey begins or ends.
Resolved he is going to consider it as an excellent vehicle for achieving ambitions more or less demanding but without which life would not make sense. It is said that every beginning has an end, that is, nothing prevents the Man to return to their homeland in fact, often seems to be the practice.
The theme of the series marks the return of Luigi  Massari epochal tendency to evaluate the Origins as a visceral, central to each man and to clarify the idea of Nostos, fundamental in Greek literature to redefine the concept of Return.
Similarly, the natural element acquires a meaning that leaves no doubt in painting became a symbol of attachment and bond with the Earth. And 'frequently, then, meet in the work of Massari trees, branches regurgitated by men, women or animals. The externalization of which makes us part is nothing but the collective tendency to externalize a vital impulse to ourselves and our origins.
The thematic references to Homer's mythological conception of the trip and return are widely cited by the artist and also find a solid footing. It is a must then compare the Journey of Man with that made by Ulysses, or his son Telemachus, trying to draw similarities and analogies. Both looking for something, the desire to venture mossi despite adversity and failures and, finally, back to their homeland. L '"Hero versatile" mentioned by Homer, his side has the admiration of many for the passion and suffering traced in addressing the world.
The path of Luigi Massari now nearly Palermo and its people, the same who lived traveling, suffering from the distance and back to relive new screw.
In their way, the "Heroes" highlighted by the artist will be born and will stay on the island and leave it to other areas and time will be different every time. Luigi Massari creates contemporary myths that have in common with the ancient ones intent and needs, temperament and character. In the same way forward and will tend toward the unknown, suffer and long for the return.

 

 

 

#5 Luigi Massari_____________________________________________________________________

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